LA VITA IN CASA DON BOSCO – EXPO 2015, nota stampa N.16 dal 12/08/2015 al 26/08/2015

La fotografia per raccontare e riflettere. Sembra essere questo il fil rouge che sta scandendo i giorni in CASA DON BOSCO. E’ appena terminata la mostra dal titolo “Un ospedale nella savana”, organizzata dall’Associazione Tonjproject Onlus incentrata sui progetti e i lavori svolti nei territori del Sud Sudan.

Nella giornata di oggi si è celebrata l'ottava edizione della Giornata Mondiale Umanitaria, istituita nel 2008 per ricordare l'uccisione di 22 persone durante un attacco terroristico al quartier generale delle Nazioni Unite di Baghdad. L’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA), il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) e i Governi di Italia e Svizzera, in collaborazione con le organizzazioni della Società Civile ed Expo Milano 2015, dànno vita al programma della giornata, il cui tema è “Ispirare umanità nel mondo”, attraverso una serie di attività focalizzate sulle crisi umanitarie in tutto il mondo. In linea con il Tema dell'Esposizione Universale, “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, una particolare attenzione viene rivolta all'ambito della sicurezza alimentare: in tutto il Pianeta una persona su nove è denutrita, 795 milioni in totale, dei quali circa 20 milioni si trovano nella sola zona del Sahel. Tra gli ospiti della tavola rotonda in programma l'Ambasciatore Manuel Bessler, Delegato per gli Aiuti umanitari e Capo dell’Unità per gli Aiuti umanitari della Svizzera (SHA), Toby Lanzer, Assistente Segretario Generale ONU e Coordinatore umanitario regionale per la crisi nel Sahel e molti altri rappresentati delle Nazioni Unite e della società civile. Le organizzazioni della Società Civile partecipano al World Humanitarian Day con una serie di attività rivolte alla diffusione dei programmi di sostegno delle attività umanitarie. Negli spazi di Casa Don Bosco è stata inaugurata la mostra fotografica “Food as Identity”, con la quale verranno introdotte le attività svolte dall’organizzazione a sostegno degli immigrati minorenni arrivati in Sicilia.

“Food as Identity” che rimarrà esposta fino alla fine del mese; al centro dell’allestimento il tema del cibo connesso in particolar modo alla presenza dei ragazzi ospitati presso il centro dell’Associazione Don Bosco 2000. La preparazione delle pietanze diviene sinonimo di identità e integrazione: le foto rappresentano momenti di preparazione di piatti tipici delle terre di origine dei ragazzi e cibi locali, tipici del Paese d’arrivo, pietanze che i ragazzi apprezzano e consumano ormai abitualmente; il cibo diviene così un collante tra la terra d’origine e quella di approdo. La mostra è stata allestita allo scopo di testimoniare l’importanza ricoperta dal cibo come simbolo di un’identità originaria viva, esso è sia radicamento alla terra d’origine che integrazione con il luogo di accoglienza 

Nella foto si vede Barbara Terenzi, responsabile Eventi di Casa Don Bosco con la delegazione che ha visitato il padiglione della Famiglia Salesiana: il ministro degli esteri di Monaco Gilles Tonelli; l’ambasciatore svizzero Manuel Bessler, a capo dell’Unità svizzera per gli Aiuti Umanitari; Barbara Noseworthy, rappresentante del World Food Program; Rashid Khalikov, direttore Ocha (Coordinamento degli Affari Umanitari dell’Onu) di Ginevra; Cornelis Wittebrood, direttore generale Echo per l’Africa orientale, occidentale e meridionale; Toby Lanzer, coordinatore degli Aiuti Umanitari per le crisi nel Sahel, e Fernanda Guerrieri, commissario generale dell’Onu in Expo.